155. Un sentimento
Che salta fuori tutte le volte che sto per cominciare a scrivere un libro.
Ha scritto «È strano: quando ero bambino mi sforzavo di essere simile ai grandi, e da quando non lo sono più spesso ho desiderato essere simile a un bambino».
Era amico di Čechov, e una volta gli ha detto: «Sapete, io detesto Shakespeare, ma le vostre commedie le trovo ancora peggio delle sue».
Gli piacevano le favole, e una di quelle che ha scritto dice:« Un contadino ha fame. Compra un panino e lo mangia in un boccone, ma ha ancora fame. Compra un altro panino e mangia anche quello, ma ha ancora fame. Allora ne compra un altro, e, dopo averlo mangiato, continua a aver fame. Alla fine compra delle ciambelle, e quando ne ha mangiata una si sente sazio. A quel punto, si batte sulla fronte e dice: «Che stupido che son stato! Perché ho mangiato tanti panini? Per essere sazio, mi sarebbe bastato mangiare fin dall’inizio una ciambella».
Alla sua nipotina ha detto una volta: «Dio ha ordinato agli uomini di fare una cosa: amarsi l’un l’altro. È questo che bisogna imparare a fare»
«Non crederò mai» ha scritto «alla sincerità delle convinzioni cristiane, filosofiche o umanitarie di una persona che fa svuotare il proprio vaso da notte a un servo». E la sua casa era piena di servi che, fin da quando era piccolo, svuotavano il suo vaso da notte e quello dei suoi familiari.
E Ha fatto dire a un suo personaggio «Se tutti andassero in guerra solo in base alle proprie convinzioni, le guerre non ci sarebbero più,».
E ha fatto rispondere a un altro «E sarebbe una cosa magnifica,».
E nel 1884, aveva 56 anni, e era il padre di 8 figli, ha scritto «Se c’è qualcuno che dirige le cose della vita, vorrei rimproverarlo. È troppo difficile e spietata».
E quando di figli ne aveva avuti 13, consigliava agli altri di vivere totalmente casti per raggiungere la massima perfezione.
E nel suo diario aveva scritto di essere vanitoso, orgoglioso, pigro, apatico, affettato, bugiardo, instabile, indeciso, imitativo, codardo, vittima dello spirito di contraddizione, troppo sicuro di sé, voluttuoso e che aveva la passione per il gioco.
E c’è uno scrittore russo, Turgenev, che ha fatto dire a un suo pers0naggio, che la cosa migliore, dei russi, è la pessima opinione che hanno di se stessi.
E lui, Lev Nikolaevič Tolstoj, in questo senso è forse il più russo di tutti e io, su di lui, voglio scrivere un libro, che voglio intitolare Quello che sei capace di fare, e sottotitolare L’incredibile vita di Lev Nikolaevič Tolstoj, e, a pensarci, credo che non ce la farò mai, che è un po’ il sentimento che ho tutte le volte che devo cominciare a scrivere un libro.
State bene.




Che meraviglia
Sempre bello leggerti immaginando sia tu a leggere…. 🤗