167. Vicini
Una cosa brevissima
Io, la prossima settimana, se riesco, comincio a registrare un podcast che si intitola Ma guarda: sono un coglione (destinato agli abbonati a Bombé), che viene da un libro che sto scrivendo e si intitola Ma guarda: sono un coglione, e che ha un’epigrafe, il libro, che fa così: «L’uomo, diceva S., è un animale ben stupido, a giudicare da me stesso». Chamfort.
E mi piace il fatto che sia anche l’epigrafe del secondo romanzo che ho pubblicato che io, la ripetizione, è una figura retorica che la uso abbastanza, mi sembra.
Questo libro mi è venuto in mente per via del fatto che sono sempre in treno e una volta, fine novembre del 2025, ero su un treno, ho visto che nella mia carrozza c’era Claudio Santamaria ma io, non so perché, pensavo fosse Alessandro Borghi, che avevo incontrato un paio di anni prima al Festival di Chora Media, a Milano, e che era stato molto gentile, con me, “Se lo vado a salutare sarà molto contento”, ho pensato, e sono andato da Claudio Santamaria gli ho detto «Ciao ti ricordi di me?».
Lui mi ha guardato ha scosso la testa.
«Al festival di Chora, a Milano, un paio di anni fa». .
«Eh», mi ha detto lui, «non ci sono mai stato, al festival di Chora».
«Ah», gli ho detto io «ma pensa».
E nel tornare al mio posto ho pensato “Io, forse è il caso che scriva un libro che si intitola Ma guarda: sono un coglione. Il materiale non mi manca”, ho pensato.
Dopo, oggi, in casa mia entrava il suono di un basso ho pensato che il mio vicino stesse imparando a suonare il basso Adesso vado a protestare, ho pensato. Dopo Togliatti mi ha detto Hai sentito le prove dei Metallica? Eh? ho detto io. Eh, domani c’è il concerto dei Metallica, stanno facendo le prove. Abitiamo vicino allo stadio. Sarà un libro lungo, ho l’impressione.
State bene (bombé).




Lei mi fa sempre sorridere, grazie!