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Avatar di Fabio Senatori

La questione, secondo me, non è che c'è di più o di meno, ma che c'è qualcosa di diverso. Si ratta di un tradimento del lavoro di ogni autore italiano, insopportabile e ingiurioso in quanto gratuito (altro è la traduzione di un lavoro in lingua straniera). L'avvicinamento a un libro, a un luogo, a un quadro richiede lavoro e, forse, fatica. Chi non se la sente rimanga tranquillo dov'è.

Avatar di Gioia Battista

A chi voleva modificare il suo romanzo (l’editore Cappelli che aveva incaricato il giornalista e scrittore Attilio Frescura, penna affilatissima) Italo Svevo rispose educatamente: “Il romanzo resta così com’è”. E per questo abbiamo quel capolavoro, che va letto proprio nella sua difficoltà, nell’italiano difficile di un “Italo-Svevo” (o come lo chiamavano i suoi compagni di classe di Ettore l’ostrogoto, per via delle sue ascendenze famigliari). Ti abbraccio Paolo, e quando passi per Trieste vieni a trovarmi.

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